la bici

Tiziano non guida, non ha mai preso la patente, dice che l’auto è un’invenzione che non gli è mai piaciuta;
non è che ne faccia una questione ecologica, non gli piace proprio chiudercisi dentro.
Che poi, io, gli ho sempre replicato che anche nel treno, o nell’autobus, ti ci chiudi dentro e che con l’auto, invece, non hai questioni di orario o di percorsi da rispettare.
Lui ha sempre risposto che anche la bici la puoi inforcare quando ti pare e andare dove vuoi, spesso anche in posti in cui con l’auto non riesci ad andarci.
Però se piove…
Tant’è, lui va in giro in bici, e sui lunghi tragitti, treno o autobus, che dice così è libero di pensare e di guardarsi intorno, che guardarsi intorno, aggiunge, mentre stai viaggiando, è importante.
Tiziano, sul muro della cantina, in cui tiene la bicicletta, ha scritto questa cosa qua:

“Spingi sui pedali
ed è quasi come ti spuntassero le ali;
ogni volta un cambio di prospettiva,
quando monti in sella”

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Stasera prosciutto e melone

Se siete in zona, in fondo alla via principale, dove le case si sfrangiano con la campagna, nel prato che confina con il cortile della scuola elementare, da stasera c’è la festa d’estate; si mangia -non sto qua a mettervi tutto il menù- e c’è la musica, per chi vuole ballare.
Le mosche -e le zanzare- non sono invitate.

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The Man Formerly Known As…

Ti Bastiano dice che stavo partendo ancora in modo sbagliato. Non è mica facile digitare sulla tastiera con uno dietro le spalle che controlla tutto quello che stai scrivendo, per cui ho convinto Bastiano ad andare in cucina a preparare il caffè. Bon, adesso sono più tranquillo, che mi era venuta un’ansia, con lui qua che sembrava un condor, santo cielo.

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Non è lui

Tiziano mi ha detto che non è tanto d’accordo sul fatto che io abbia messo il suo nome nella cosa che ho scritto l’altro giorno, cioè di quello che gli è capitato nello studio dove lavora, nel senso che se poi qualcuno dei suoi colleghi metti che per caso legge queste cose qua, magari poi questo fatto gli crea dei problemi sul lavoro.
Per cui mi ha detto che se per caso mi capita di scrivere ancora delle cose che mi racconta -e ce ne sono, eh, di cose, per cui può darsi che ricapiti- di mettere un altro nome.
“Che nome?” gli faccio io, “sceglilo te, che se no, poi, ha da ridire anche sul fatto che ho scelto un nome che non ti piace.”
Mi ha detto che ci pensa e mi fa sapere.

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Te no

Ieri sera ero lì appoggiato al muretto, che mi godevo un ghiacciolo all’amarena, e non passa mica Alfredo, che era un bel po’ che non mi capitava di incontrarlo e quindi si è fermato per fare due parole.
“Com’è che mi sembri un po’ giù?” gli faccio io, tra una leccata e l’altra, “dai che ti offro un ghiacciolo”.
Gli ho offerto un ghiacciolo, a lui piace il gusto limone, per fortuna, perché l’altro giorno, per esempio, Marta, a cui volevo offrire un ghiacciolo, mi fa “grazie, se c’è al tamarindo”, e siam diventati matti a frugare nella scatola nel frigo del bar, che il barista ha fatto anche quello un po’ scocciato.
Beh, mentre leccava il ghiacciolo, Alfredo, mi ha raccontato che la sua collega, nell’ufficio dove lavora, è arrivata un lunedì vantandosi della grigliata fatta nel suo giardino -con piscina, precisa, ogni volta che ne parla, ha aggiunto lui- nel fine settimana. E siccome si è reso conto, che della grigliata parlava non solo lei, ma anche gli altri suoi colleghi, ha detto che si è fermato di fare quello che stava facendo e l’ha fissata.
Al che lei ha fatto una pausa e rivolta a lui gli fa: “Te non ti ho invitato perché hai i bambini.”

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Lo studio

Tiziano è andato a lavorare in uno studio, quelli dove c’è un geometra -e anche l’architetto, mi par di aver capito, che lui, però, parla sempre del geometra- dove fanno i progetti delle abitazioni e quelle cose lì del settore.
Tiziano, lui, ha studiato da geometra, ed era pure uno di quelli bravi, ma poi non ha mica finito la scuola, perché è sempre stato dell’idea che quando hai imparato delle cose, non c’è mica bisogno di fare un esame per dimostrare che le cose le sai; tra l’altro raccontandole a chi quelle cose lì gli traboccano dalle orecchie per quante volte se le è sentite dire.
Tiziano, quando ci vediamo, spesso mi racconta delle cose che capitano nello studio dove lavora; delle volte si tratta di cose talmente bislacche, che, quando me le dice, mi viene il sospetto che stia esagerando, così, tanto per fare il  magnifico, che lui lavora e vive delle avventure e poi mi offre il gelato quasi tutti i fine settimana.

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Ripresa

Ti svegli, una mattina, e la prima cosa che pensi è: “devo scrivere un post su questa cosa che mi frulla nel cervello”; poi fai colazione, ti vesti, esci di casa e la cosa che ti frulla è frullata via in mezzo a mille altre e fai fatica a ricordartela. Oh, devo fare in modo di farla tornare a galla, perché se no non va mica bene.

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