MAHps

“Pronto?”
Buongiorno, la chiamo da parte di Google Maps, lei è il titolare?
“No, al momento non c’è, se vuole trovarlo può richiamare nel pomeriggio. Posso esserle utile io?”
No, non so niente, richiamerò.

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Scusa, dicevi?

Un’aranciata amara -per me- e un bicchiere di vino per Ugo.
E mezz’ora a chiacchierare, convenendo, di come è diventato prassi diffusa, tra persone che conversano, il fatto che mentre uno dei due parli, l’altro, oltre a non ascoltare -perché impegnato a ragionare sull’argomento, in modo da essere pronto ad esprimere il suo punto di vista a riguardo- spesso si intromette, interrompendo.
Biasimando questo comportamento, concludiamo il discorso, perché arriva Ada, che si aggiunge a noi, al tavolino del bar, e ci racconta della sorella, che ha preso la patente e si è comprata un’auto usata; poi mi fa: “E tuo fratello? l’ha poi presa, la patente?” e io gli faccio: “No, va ancora in giro in bici, perché…” e Michele inizia a raccontare del suo viaggio in moto in Francia.

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la bici

Tiziano non guida, non ha mai preso la patente, dice che l’auto è un’invenzione che non gli è mai piaciuta;
non è che ne faccia una questione ecologica, non gli piace proprio chiudercisi dentro.
Che poi, io, gli ho sempre replicato che anche nel treno, o nell’autobus, ti ci chiudi dentro e che con l’auto, invece, non hai questioni di orario o di percorsi da rispettare.
Lui ha sempre risposto che anche la bici la puoi inforcare quando ti pare e andare dove vuoi, spesso anche in posti in cui con l’auto non riesci ad andarci.
Però se piove…
Tant’è, lui va in giro in bici, e sui lunghi tragitti, treno o autobus, che dice così è libero di pensare e di guardarsi intorno, che guardarsi intorno, aggiunge, mentre stai viaggiando, è importante.
Tiziano, sul muro della cantina, nella posizione in cui appoggia la bicicletta, ha scritto:

“Spingi sui pedali
ed è quasi come ti spuntassero le ali;
ogni volta un cambio di prospettiva,
quando monti in sella”

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