Te no

Ieri sera ero lì appoggiato al muretto, che mi godevo un ghiacciolo all’amarena, e non passa mica Alfredo, che era un bel po’ che non mi capitava di incontrarlo e quindi si è fermato per fare due parole.
“Com’è che mi sembri un po’ giù?” gli faccio io, tra una leccata e l’altra, “dai che ti offro un ghiacciolo”.
Gli ho offerto un ghiacciolo, a lui piace il gusto limone, per fortuna, perché l’altro giorno, per esempio, Marta, a cui volevo offrire un ghiacciolo, mi fa “grazie, se c’è al tamarindo”, e siam diventati matti a frugare nella scatola nel frigo del bar, che il barista ha fatto anche quello un po’ scocciato.
Beh, mentre leccava il ghiacciolo, Alfredo, mi ha raccontato che la sua collega, nell’ufficio dove lavora, è arrivata un lunedì vantandosi della grigliata fatta nel suo giardino -con piscina, precisa, ogni volta che ne parla, ha aggiunto lui- nel fine settimana. E siccome si è reso conto, che della grigliata parlava non solo lei, ma anche gli altri suoi colleghi, ha detto che si è fermato di fare quello che stava facendo e l’ha fissata.
Al che lei ha fatto una pausa e rivolta a lui gli fa: “Te non ti ho invitato perché hai i bambini.”

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